LA STRADA DELLE CAVE
Storia di una piccola-grande opera
L'ostinazione nella costruzione
di nuove opere, piccole e grandi, e' pervicace nella classe dirigente che oggi
ci amministra. Sicuramente favorita dall'impotenza e dallo sfinimento coi quali
i cittadini vivono la partecipazione alle dinamiche pubbliche e
l'ineluttabilita' dello sviluppo.
La Valpellice, una piccola valle
piemontese affacciata sul confine francese, ha visto di recente anche lei il
profilarsi di un piccolo-grande piano di "depauperamento territoriale".
Nonostante per vari fattori, storicamente sia rimasta abbastanza indenne dalle
piu' evidenti realizzazioni infrastrutturali, negli utlimi anni alcuni
importanti interventi si sono delineati.
Ricordiamo fra tutti il palazzo
del ghiaccio, opera connessa alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Piu'
recente, la prevista costruzione di un raccordo stradale che collegherebbe la
Valle Luserna con il fondovalle nei pressi di Bibiana (variante alla s.p. 156).
Per far luce sulle modalita' di
progettazione e sugli iter decisionali di questo raccordo stradale si e'
costituito un Comitato di cittadini. Cosa sostengono in sintesi:
-
che la mancata informazione della popolazione da parte
delle pubbliche amministrazioni e' un fatto grave, soprattutto in presenza di
precise richieste in tal senso
-
che si vuole evitare un nuovo indebitamento dei Comuni
della Valle, dopo passate esperienze quali AGESS (Agenzia di Sviluppo) e
TRALCIO (Consorzio viti-vinicolo), condotte fra grandi difficolta' finanziarie e
ricadute negative sull'intero territorio
-
che lo spostamento del traffico dal centro abitato di
Luserna Alta, dichiarato quale priorita' assoluta dall'amministrazione del
Comune di Luserna, risolverebbe alcuni parziali problemi per crearne altri,
evidentemente maggiori
-
che l'alto traffico che attualmente grava su Via 1° Maggio
(strada centrale di Luserna e arteria principale della Val Pellice), non
verrebbe piu' di tanto diminuito, essendo la nuova strada molto decentrata e di
accesso scomodo per gran parte della popolazione
-
che le alternative alla costruzione della nuova strada non
sono state minimamente cercate e discusse, sebbene numerose
-
che la nuova strada servira' prevalentemente alle lobbies
della pietra e dell'acqua; infatti a monte nella Val Luserna notevole e'
l'attivita' di estrazione della pietra (25 imprese ufficiali con 88 addetti
nella provincia di Torino) ed esiste un importante stabilimento di acque
imbottigliate (Sparea-Valmora).
-
che le conseguenze ambientali saranno drastiche ed
irreversibili: inquinamento acustico e dell'aria oltre all'abbattimento di
piante (21.000 metri quadrati di disboscamento) e l'esproprio di campi
coltivati
-
che l'attuale volume di traffico pesante (camion per il
trasporto della pietra e dell'acqua) potrebbe addirittura quintuplicarsi
-
che la forte esportazione di risorse locali come pietra ed
acqua verso destinazioni lontane, incrementandosi con la nuova viabilita', non
farebbe che sottrarre qualita' al territorio senza alcuna garanzia di
compensazione
-
che la maggiore occupazione generata dall'incremento delle
attivita' economiche di cui sopra, non ha basi certe e che si dovrebbe in ogni
caso verificare il tipo di occupazione attualmente in atto, per valutarne
qualita', legalita' e prospettive (sono molti i lavoratori cinesi impiegati, in
particolare nell'indotto della pietra)
-
che il mancato adeguamento della ferrovia locale (stazione
capolinea in Torre Pellice) non fa che peggiorare di mese in mese la viabilita'
su strada e che senza ingenti investimenti sarebbe possibile dare una importante
valvola di sfogo ai trasporti ed un essenziale servizio alla popolazione
-
che nessuna valutazione dell'impatto sul patrimonio
storico naturalistico e' stata affrontata in via preliminare (boschi, prati,
campi coltivati, repertorio storico in fraz. S.Marco, affreschi del 1400 nella
Cappella di S.Bernardino a Lusernetta)
-
che nessuna valutazione globale di impatto sulla salute
pubblica durante e dopo i lavori e' stata eseguita; impatto inevitabile dato
l'aumento importante del traffico pesante, seppur ingabbiato nella nuova
circonvallazione
-
di conseguenza a quanto sopra riportato viene richiesta
l'immediata sospensione dell'iter relativo alla costruzione della strada delle
cave e l'apertura di un dialogo serio con le amministrazioni locali (Comune di
Luserna e Comunita' Montana)
In data 11 Gennaio si e' svolto
il primo incontro (a detta del Comitato contro la strada, l'unico dopo mesi di
pressanti richieste) fra i cittadini e gli amministratori locali, provinciali e
regionali. La strada infatti dovrebbe essere costruita grazie a fondi di
provenienza mista, in particolare quelli per le opere connesse alle Olimpiadi
Torino 2006. L'importo complessivo dei lavori supera i 9 milioni di Euro (per
la precisione 9.300.000 Euro). A breve dovrebbe venire condotto il bando di
assegnazione alle imprese private. Alcuni particolari del capitolato dei lavori
colpiscono per un'opera di carattere stradale. Ad esempio il previsto forte
utilizzo di pietra e similari (scarti di lavorazione delle cave), per
realizzare i terrapieni che colmeranno i numerosi dislivelli presenti: quasi 2
milioni di Euro solo per questa finalita'. Senza tener conto di una voce
aggiunta al fondo del capitolato, dove vengono previsti altri 500.000 Euro per
"materiali forniti dai cavatori".
Nel menzionato incontro
dell'11/01 i contrasti fra cittadini e amministratori si sono rivelati in tutta
la loro evidenza. Gianpiero Clement, consigliere regionale di Rifondazione
Comunista ha aperto il confronto, ponendosi in un ruolo di moderatore fra
istituzioni e cittadini. Livio Bruera, Sindaco di Luserna S.G., ha
sostanzialmente affermato che seppur vi sia una sostanziale disponibilita' a
prendere in considerazione un dibattito su alcuni interventi mitigatori,
l'opera e' gia' stata deliberata e l'iter amministrativo per dare avvio ai lavori
e' praticamente concluso. Dunque si deve procedere alla costruzione. Nella
stessa posizione un po' tutti gli altri amministratori presenti: Claudio
Beratlot, presidente della Comunita' Montana, Giovanni Corda Consigliere della
Lega Nord in Comunita' Montana, Calligaro consigliere regionale della Lega e
Marco Bellion, consigliere regionale dei DS. Quest'ultimo nella sostanza e'
colui che piu' si e' prodigato fin dal passato per il reperimento dei fondi
necessari alla costruzione, a livello di Giunta provinciale e regionale
(amministrazioni Bresso). "La storia di questa strada – ha dichiarato Bellion –
parte molto tempo fa, dai progetti di Gigi Rivalta, ex assessore, il quale ha
lavorato a lungo coi sindaci della Valle per la progettazione. E' venuto qui in
Val Pellice diverse volte confrontandosi con amministratori e cittadini di
Lusernetta. Ci sono le risorse complessive, tecniche e finanziarie per
realizzare questo lavoro. Senza contare che da decenni la nostra volonta'
politica va in direzione della costruzione di un asse di valle, un'arteria di collegamento piu' snella e con maggior
portata lungo l'intera Val Pellice. Al momento pero' mancano le risorse".
All'incontro e' stata massiccia la presenza di cittadini, membri del Comitato NO
CAVE, supportato dal Comitato NO TAV Val Pellice e da esponenti di Lega
Ambiente.
Il coordinatore del Comitato NO
CAVE, Davide Gay, ha letto un approfondito documento che sostanzialmente
ricalca i nodi problematici esposti piu' sopra in questo articolo. Decisivo poi
l'intervento di Andrea Priotto del Comitato NO TAV il quale ha chiaramente
manifestato il timore che questo primo collegamento stradale, sia trampolino di
lancio per un traforo verso il Queyras (le dichiarazioni di Bellion in merito
all'asse di valle avevano puntato i
riflettori sul problema). Molto importante a tal proposito la documentazione
che gli esponenti dei comitati hanno tratto dall'Assessorato alla viabilita'
della Provincia di Torino. Qui si dichiara in piu' punti che nei progetti depositati
vi e' da tempo una chiara volonta' da parte degli organi amministrativi locali di
realizzare il cosiddetto asse di valle, quale prolungamento della variante alla
s.p. 156. Nonche' il traforo turistico verso il Queyras (storicamente noto in
zona e piu' volte tentato in epoche passate).
Priotto ha poi fatto presente
che se la domanda dei cittadini di sospendere l'apertura dei cantieri, prevista
fra primavera ed estate, non dovesse venire ascoltata, e' logico che i vari
comitati del no, dovranno tirare le somme, pronti a dare battaglia su ogni
fronte legalmente lecito. Per la Val Pellice l'incontro dell'11 Gennaio fra
comitati e amministrazioni, ha segnato una pagina in qualche modo importante
per l'evoluzione del rapporto fra cittadini ed istituzioni. Senza contare lo
sfondo politico culturale di questo dibattito che vede implicati tutti i
fattori legati ai nodi contemporanei della crescita, della crescita
indiscriminata e inarrestabile, e inevitabilmente del modello di sviluppo e del
modello di gestione socio-politico dell'intera societa'.
Domenica 14 Gennaio un centinaio
di manifestanti contro la strada delle cave hanno percorso i sentieri fra i campi
e i boschi che vedranno iniziare fra alcuni mesi i lavori della nuova strada.
La partecipazione e' stata al di sopra delle previsioni. Al termine un piccolo
presidio e' stato posto in un terreno privato dove sorgera' il primo viadotto del
raccordo.
Pare fuori misura che un
problema apparentemente cosi' locale e in definitiva marginale, possa sollevare
meccanismi di contraddizione globale e strutturale. Ma oggi, sempre piu' spesso
succede. A dimostrazione del fatto che il sistema attuale versa in notevoli e
non piu' rinviabili contraddizioni di fondo.
FEDERICO ACQUARONE
Esponente dei Comitati NO TAV e
NO STRADA CAVE della Val Pellice
LA STRADA DELLE CAVE VAL PELLICE, Gennaio 2007
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